Diario della quarantena

Vivere in un riflesso

Tra poche settimane lascerò la mia casa.
In questi giorni di isolamento ho imparato ad apprezzarla, è stata la mia unica compagna, un’amica.
All’inizio della pandemia, quando mi svegliavo la mattina, credevo di essere a casa dei miei genitori. Provavo a scendere dal lato sbagliato del letto, colpendo il muro col ginocchio; impiegavo qualche minuto a capire dove mi trovassi veramente. Credo fosse perché non volevo essere qui, perché ero spaventata dall’idea di passare da sola alcune settimane, che poi sono diventate due mesi. Mi sembrava di vivere nel riflesso di uno specchio, che il mondo fosse ribaltato. Mi muovevo con la sensazione di camminare a testa in giù, di essere nel posto sbagliato. Un mondo ribaltato da cui dovevo cercare di uscire, una brutta copia della mia realtà. Uno spazio sospeso senza modo di potermi svegliare e tornare alla realtà.
Questa casa è diventata una mondo a se stante, una piccola isola abitata da sentimenti strani che ancora non capisco.

Adesso è la mia tana, la mia sicurezza. Una luogo sicuro nel bel mezzo di questo mare in tempesta.
Non so ancora cosa è cambiato in me, in questa avventura.
Non so cosa cambierà di me, il giorno che chiuderò la porta per l’ultima volta.
Avevo paura a stare qui, adesso sono spaventata all’idea di andarmene.

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