Dopo cena sono uscita nel cortile per guardare il cielo scurirsi. C’era un silenzio leggero, un’atmosfera calda tipica di una sera primaverile.
Ad interrompere la calma solo un bambino, sul balcone. Mi ha distratta, volevo raccogliermi nei pensieri e invece ho iniziato ad osservarlo.
Correva avanti e indietro, si abbassava, saltava, si copriva il volto con le mani. Sulla porta la mamma che gli intonava una cantilena su cui muoversi. E lui rideva.
Indossava un cappellino bianco e una giacchetta blu leggera, come se fosse al parco a giocare.
Chissà, mi sono chiesta, se stava immaginando di essere su un prato.
Chissà, mi sono risposta, forse gli piace essere proprio lì dov’è, sul suo balcone, con il suo gioco spensierato e la sua mamma. Credo che per lui non facesse differenza dove stare, perché l’importante era ridere tanto. Noi grandi ci facciamo molti problemi, abbiamo troppi interrogativi; i più piccoli invece non ci badano a tutto questo, non si scompongono se le cose non vanno come dovrebbero andare, perché non vedono ciò che è diverso, sbagliato. Vedono solo le cose importanti. E di importante lui in quel momento aveva tutto, tutto ciò che contava per essere allegro.

Piccolo, sii felice abbastanza anche per la tua mamma stanca e il tuo papà preoccupato, ridi forte così che possiamo sentirti anche noi dalle nostre finestre. Non lo sai ma hai una grande responsabilità sulle spalle, quella di distogliere i nostri pensieri dal cielo scuro per ricordarci che ci sono anche le stelle.
Ridi tanto, ti ascoltiamo con un sorriso dolce che parla di malinconia.
Sai, vorremmo essere piccoli anche noi per saper vedere ancora solo le cose importanti, ma non siamo più capaci, ci distraiamo troppo spesso.

Articoli consigliati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.