Diario della quarantena

Sotto il cielo grigio

Piove da giorni e il cielo è perennemente grigio. Non so voi ma questo tempo mi butta proprio giù. Sopratutto in questo periodo in cui non c’è molto da fare ma tanto da pensare.
Sopratutto in questi giorni, dove non arrivano notizie e se arrivano non sono belle ma nemmeno brutte.
Soprattutto in questi istanti, quando il mondo sembra ricominciare a muoversi e io rimango ferma.
Mi sento come di fronte ad un bivio ma non vedo le strade che ho davanti, sono cancellate dalla pioggia e nessun cartello mi indica la direzione.
Per me continua ad essere tutto confuso e l’immobilità mi sta facendo sentire esclusa da quello che mi è sempre appartenuto.
Dovrebbe essere un periodo energico perché mi aspettano, in fondo ad una di queste strade, tantissime novità e dei bellissimi traguardi ma non li posso raggiungere.
Il problema, in realtà, non è nemmeno non sapere quale sia la strada da percorrere.
Il vero impedimento è che mi sono ritrovata con i piedi legati ad un pietra pesantissima. Anzi, si tratta di una montagna immensa.
Dovrei scalarla e guardare dall’alto le strade per poter capire quale scegliere.
So che potrei farlo ma in questi giorni piove, piove tanto e fa freddo.
I piedi scivolano, i silenzi si fanno pesanti sulle spalle e le mani da sole non riescono a reggermi.

Quindi eccomi qui, seduta ai piedi di questa montagna, sotto la pioggia, fradicia e infreddolita, mentre guardo il cielo grigio aspettando il sole. Mi sembra l’unica cosa che adesso sia in grado di fare.

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