Diario

Scarpe rotte

Stamattina mi sono svegliata presto, mi sono lavata, truccata e vestita. Volevo andare a fare la spesa, guanti e mascherina già pronti vicini alla porta.
Ormai sono parte integrante del mio prepararmi, del mio aspetto per il mondo esterno.
Ho indossato le mie scarpe preferite e mi sono accorta che si sono rotte. Sono rimasta stupita, non le indossavo da un paio di mesi ma le avevo riposte intatte.
Mi hanno accompagnata su tante strade, in tante città, e rimanendo ferme inutilizzate si sono rovinate.
Come succede con le persone, l’inerzia e la quarantena le hanno deteriorate.
Ho avuto paura, perché noi non siamo scarpe vecchie e non possiamo permettere che ci succeda la stessa cosa.
Non voglio ritrovarmi con delle crepe da un momento all’altro. Voglio che accada col tempo, negli anni, muovendomi. Voglio che la mia mente e il mio corpo siano vissuti fino all’ultimo, ogni giorno, senza rimanere mai bloccata davanti alla porta di casa.
Le ho rigirate tra le mani, le ho pulite e lucidate ma niente, quella piccola fessura che si sta aprendo mi parla già di piedi bagnati nelle giornate di pioggia, di un senso di vergogna nell’indossarle davanti agli altri.
Le mie scarpe rotte hanno mostrato cosa può accadermi se mi fermo, se smetto di pensare, di prendermi cura della mia mente e del mio corpo. Mi hanno spiegato silenziosamente che la quarantena non è una scusa per posarci in un angolo ad aspettare, perché prima o poi riprenderemo a camminare, dovremo uscire e mostrarci a vicenda le cicatrici di queste lunghe settimane.
Ci stiamo avvicinando ad un cambiamento e dobbiamo essere pronti a fare i conti con chi siamo diventati, senza negare i nostri mutamenti e le nostre incrinature. Dovremo volerci bene, anche se non siamo riusciti a rimanere completamente integri, anche se ogni tanto ci siamo dimenticati di noi stessi.

Ho riposto le scarpe al loro posto, vicino alla porta. Sono lì, dignitosamente mi aspettano vicine alla mascherina e ai guanti, pronte per una nuova strada.
Quando potrò finalmente uscire le indosserò e andrò al parco, farò una lunga passeggiata sotto il sole, percorrerò tante scale contando i gradini. Andrò a trovare qualcuno, le indosserò per una cena in compagnia.
Quando avranno vissuto ancora un giorno normale, e solo allora, potrò tornare a casa e indossare scarpe nuove.