Diario della quarantena

Risveglio

Oggi dopo più di due mesi sono tornata a lavoro. È stato strano, il negozio era silenzioso e il telefono ha squillato pochissime volte. Non c’è ancora il caos costante che prima si insediava dietro le quinte di questi piccoli locali. Ancora più insolito è stato passare da sola l’intera giornata, in ufficio e in negozio, pranzare in compagnia unicamente dei miei pensieri e non dei colleghi. Ci sono ormai abituata ma non qui, non nella vita “fuori”.
Mi è piaciuto riassaporare un pezzettino della vita che avevo prima di tutto quello che è successo, anche se le differenze sono ancora percepibili, sfiorano la pelle come un’ombra e chissà quanti segni lasceranno nel tempo.

Mi è piaciuto poter rivivermi un pochino.

Lavorerò anche domani e poi sarò di nuovo a casa. Dovranno passare ancora lunghe settimane prima di poter tornare veramente lì, prima di poter dire “ce l’abbiamo fatta, abbiamo superato anche questa”.

Nel frattempo, cerco di non perdermi.

(queste foto sono state scattate a inizio febbraio, quando ancora non sapevamo nulla di quello che ci sarebbe capitato, quando si posava davanti ad una fotocamera sorridendo e scherzando, convinti che il giorno dopo saremmo stati di nuovo lì, quando ancora non ci potevamo immaginare di poter desiderare così tanto una giornata di caos al lavoro)

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