Diario della quarantena,  Informazione

Oggi abbiamo solo domande

Inizio a chiedermi quando potremo tornare davvero alla normalità.
Diciamo sempre che ci riabbracceremo, ma sinceramente non so quando potremo farlo per davvero.
Perché stare insieme senza paure prima era una cosa normale per la maggior parte di noi, adesso diventerà una sfida e non so come reagiremo.

Quando potremo prendere il treno che ci porterà dalla famiglia senza la paura che quel viaggio possa metterla a rischio?

Quando potremo di nuovo passare il sabato sera con gli amici senza alcun pensiero, scambiandosi il bicchiere, prendendo le patatine dallo stesso pacchetto, sedendo allo stesso tavolo?

Quando potremo andare all’ospedale pensandolo come un luogo di cura e non più come il luogo più pericoloso?

Quando potremo andare a lavoro senza le paranoie per ogni cliente che entra in negozio o col pensiero fisso che i tuoi colleghi si spostano coi mezzi pubblici?

Quando finalmente rivedremo i nostri fidanzati e fidanzate potremo baciarli senza paura?

Quando finiranno le code al supermercato con le persone che stanno distanti e ti urlano addosso se sei troppo vicino, se non hai i guanti, se sei in mezzo alla corsia?

Quando potremo rivedere i nostri nonni senza sentirci, vicino a loro, come delle bombe pronte ad esplodere?

Quando potremo chiamare la nostra amica e dirle “Ho bisogno di te, vediamoci” e incontrarla al bar a metà strada?

Quando potremo tornare al cinema tutti insieme, seduti vicini?

Quando potremo tornare in spiaggia al tramonto seduti sui sassi, con una birra in mano e con la gente attorno che fa festa?

Quando potremo passeggiare al parco senza un vero motivo, se non quello di voler stare all’aria aperta?

Quando potremo fare una festa per i nostri compleanni?

Quando potremo mettere le nostre coperte vicine, sul prato, e passare la giornata insieme?

Quando potremo tornare sui banchi di scuola, senza nessuna occhiata spaventata per un colpo di tosse?

Quando potremo suonare al campanello di qualcuno e fermarci a cena?

Quando potremo festeggiare per davvero le nostre lauree?

Mi chiedo, questo tempo passato così, con tante restrizioni, azioni controllate, paranoie, cosa comporterà alle nostre menti? Lo vivremo come tempo perso della nostra vita? Quanto può pesare sulle spalle fragili di un anziano? E su quelle piccole di un bambino?
Tante emozioni, tanti gesti che davamo per scontati non li avremo più ancora per mesi.

Quando potremo smettere di porci queste domande?

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