Diario

Invisibile

(Oggi ho deciso di iniziare a presentarmi: nella foto sono io, qualche minuto prima di scendere dal treno. Scusate, sono un po’ timida e i sorrisi li ho lasciati tutti a lui)

Oggi è stato un giorno speciale per me, come per tante altre persone.
Il cambiamento di questa fase per me è quasi invisibile, continuo a non lavorare e continuo a non poter vedere la mia famiglia. Il trasloco è ancora lontano, mi aspettano tante fatiche che per adesso rimangono in attesa, troppi problemi senza ancora una soluzione.
Però oggi, in questo giorno uguale agli altri ma non troppo, ho potuto sorridere a qualcuno per davvero. I nostri sorrisi erano talmente veri che si vedevano attraverso le mascherine. Sorridevamo con gli occhi, intravedevamo gli zigomi alzarsi.
Non avevo dimenticato nulla del suo volto, dei suoi gesti, ma lo stupore nel rivederli mi ha fatta tornare ai primi giorni di frequentazione, ormai quattro anni fa. Gliel’ho spiegato, ha riso con me. Oggi come allora ci siamo guardati spesso, anche un po’ di nascosto a volte, perché se prima ogni dettaglio era una sorpresa e un modo per conoscerci meglio, adesso è una riconferma di ciò che amiamo. Dopo due mesi, stupirsi nel ritrovare dettagli familiari e dimostrarsi quanto ci si conosce è stata un’esperienza importantissima, ricca.
Non penso di esagerare nel dire che una prova del genere, per quanto sia stata sofferta e difficile, ci abbia fatto un grande regalo. È difficile da raccontare e da spiegare. È stato come tornare a casa dopo un esilio, come bere alla fontanella del paese abitato durante l’infanzia, come rileggere il libro preferito andato perso tanto tempo fa.
Quando sono uscita di casa avevo paura. Utilizzare i mezzi pubblici non è più un gesto naturale, è diventata una sfida, sembra un gioco di cui non conosci le regole ma che potrebbe farti perdere tutto quello che hai. In molti chiaramente si sentivano come me e ci si guardava con sospetto e comprensione. Qualcuno invece si è sentito un buon giocatore decidendo di puntare tutto in questo turno, senza proteggersi, senza distanziarsi. Mi chiedo quale sia il loro obiettivo da raggiungere, a fine partita.
Il mio era un sorriso, per niente invisibile anche se dietro una mascherina.