In questo periodo solitamente torno a casa e vado a trovare un vecchio amico.
Mi ricarica con il suo colore, mi fa stare bene con il suo odore.
Il vento già caldo mi solletica le guance portandomi il sorriso, sulla punta del naso si posa l’aria salata pizzicando amichevolmente.
Si infiltra dentro i polmoni, apre il respiro, rinfresca come la menta sulla lingua.
I capelli ogni volta mi si annodano irrimediabilmente ma non m’importa e mi sento anzi più bella, come davanti ad un fidanzato innamorato.
I pensieri invece si distendono, diventano piccole onde lente.

Amo sedermi sui sassi di Boccadasse e stare in silenzio.
Mi piace soffermarmi con lo sguardo sui guizzi luminosi che il sole regala alle onde, tante piccole mezzelune di luce che si muovono insieme in una danza ipnotica.
Il cielo al tramonto lo veste con colori nuovi, mentre i gabbiani come un’orchestra accompagnano la danza della schiuma bianca sugli scogli.
Una scenografia sempre uguale, ma ogni volta diversa.
Bisogna ammettere che ha un carattere particolare, ed è facile farlo arrabbiare. Fa un po’ paura quando è furioso, urla, si fa grosso, di fa buio. A volte tremi davanti a questa potenza immensa, eppure il suo fascino ti cattura senza scampo. Si fa rispettare.

Oggi mi sono svegliata con questo desiderio, mi piacerebbe sentire i suoi racconti sull’inverno appena passato.
I segreti che racchiude, di solito me li sussurra proprio ad aprile, perché è in questi giorni che sulle spiagge c’è ancora abbastanza quiete per poterlo ascoltare.
Vorrei andarci con qualcuno che sappia stare in silenzio con me, che sappia abbracciare con gli occhi il mare.
Vorrei sperimentare uno sguardo senza confini.

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